Giuseppe Pedro's profileIl Cavaliere IncoerentePhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    May, 2008

    Lorenzo Cherubini

     
    Come noto con piacere tra i vari blogghisti presenti nei miei contatti, un gran numero di persone è andato al concerto al Palamaggiò di Jovanotti. Alcuni non me li aspettavo proprio, altri a quanto pare han taciuto la loro presenza, altri ancora erano lì con me...
     
    E' stato il primo concerto di Jova a cui assisto e, anche se a detta di molti non è stato come quello di 3 anni fa, vederlo cantare una canzone a me molto cara, "L'albero", mi ha riportato indietro nel tempo di una decina d'anni... puntandomi il dito contro ha detto che sono unico, ha cantato di diritti umani, di amore vero, di vento in faccia, di mondi, di parole che girano... insomma... pur non sapendo bene quelle dell'ultimo cd mi sono difeso bene finanche ad azzardare qualche controcanto!
     
    Liberatorio... molto liberatorio....
     
    Ma anche un bel viaggio introspettivo... mentre guardavamo Saturno e ci chiedevamo se sapeva che lo stavamo guardando...
     
    Infine non poteva mancare un elogio a colui che incarna il basso nella musica italiana: Saturnino! Eclettico e bravissimo, non una sbavatura, non un errore, energico e tecnico... insomma... onore alla Testa di Basso!
     
    Spero Giovanni e Antonio si sbrighino a passarmi le foto... nel frattempo vi porto il testo della canzone dell'ultimo cd che a parer mio mi ha trasmesso più emozioni e la propongo ad un paio di voi... si proprio voi.... sapete bene a chi mi riferisco... come consiglio.... e la scrivo qui per me... come promemoria.
     
    Fango
     
    Io lo so che non sono solo
    anche quando sono solo
    io lo so che non sono solo
    io lo so che non sono solo
    anche quando sono solo

    sotto un cielo di stelle e di satelliti
    tra i colpevoli le vittime e i superstiti
    un cane abbaia alla luna
    un uomo guarda la sua mano
    sembra quella di suo padre
    quando da bambino
    lo prendeva come niente e lo sollevava su
    era bello il panorama visto dall'alto
    si gettava sulle cose prima del pensiero
    la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
    ora la città è un film straniero senza sottotitoli
    le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
    il ghiaccio sulle cose
    la tele dice che le strade son pericolose
    ma l'unico pericolo che sento veramente
    è quello di non riuscire più a sentire niente
    il profumo dei fiori l'odore della città
    il suono dei motorini il sapore della pizza
    le lacrime di una mamma le idee di uno studente
    gli incroci possibili in una piazza
    di stare con le antenne alzate verso il cielo
    io lo so che non sono solo

    io lo so che non sono solo
    anche quando sono solo
    io lo so che non sono solo
    e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
    io lo so che non sono solo
    anche quando sono solo
    io lo so che non sono solo
    e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

    la città un film straniero senza sottotitoli
    una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
    come stai quanto costa che ore sono
    che succede che si dice chi ci crede
    e allora ci si vede
    ci si sente soli dalla parte del bersaglio
    e diventi un appestato quando fai uno sbaglio

    un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
    ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
    un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
    hanno ancora il coraggio di innamorarsi

    e una musica che pompa sangue nelle vene
    e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
    smettere di lamentarsi
    che l'unico pericolo che senti veramente
    è quello di non riuscire più a sentire niente
    di non riuscire più a sentire niente
    il battito di un cuore dentro al petto
    la passione che fa crescere un progetto
    l'appetito la sete l'evoluzione in atto
    l'energia che si scatena in un contatto

    io lo so che non sono solo
    anche quando sono solo
    io lo so che non sono solo
    e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
    io lo so che non sono solo
    anche quando sono solo
    io lo so che nn sono solo
    e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

    e mi fondo con il cielo e con il fango

    e mi fondo con il cielo e con il fango
     
     
     
     
    un mondo vecchio sta insieme solo grazie a quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi
     
    ... FALLA GIRARE!
    May, 2008

    Da "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafòn

    "A proposito mi racconti come è andata con Bernarda. Vi siete già baciati?"
     
    "Lei mi offende, Daniel. Le ricordo che sta parlando con un professionista della seduzione, e baciarsi al primo incontro è da dilettanti. Le vere donne si conquistano a poco a poco. E' tattica psicologica, come le mosse del torero."
     
    "Insomma, le ha risposto picche."
     
    "A Fermìn Romero de Torres non risponde picche nemmeno San Rocco. Il fatto è che gli uomini, tornando a Freud e mi perdoni la metafora, si scaldano come lampadine: bollenti in un attimo, fredde un istante dopo. Le donne nvece, ed è una verità scientifica, si scaldano come un ferro da stiro, mi capisce? A poco a poco, a fuoco lento, come una buona escudella, la zuppa di carne con cavolo e ceci. Ma una volta che si sono scaldate non le ferma più nessuno. Come gli altiforni della Biscaglia."
     
    Meditai per qualche secondo sulle teorie termodinamiche di Fermìn.
     
    "E la strategia che intende adottare con Fernanda?" domandai "Mettere il ferro sul fuoco?"
     
    Fermìn mi strizzò l'occhio.
     
    "Quella donna è un vulcano in procinto di eruttare, ha una libido incandescente ed il cuore di una santa" sentenziò. "A dire il ver mi ricorda la mia bella mulatta dell'Avana, che era tanto devota ai suoi santi africani. Ma dal momento che sono un gentiluomo vecchio stampo, non ne ho approfittato e mi sono accontentato di un casto bacio sulla guancia. Non ho fretta, sa? Il meglio si fa attendere. Certi sempliciotti pensano che se toccano il culo a una donna e lei non protesta il più è fatto. Principianti. Il cuore della donna è un meccanismo complesso, insensibile ai rozzi ragionamenti del maschio avventuriero. Se si vuole davvero possedere una donna, bisogna imparare a pensare come lei. Tutto il resto, il morbido involucro che ti fa perdere la ragione e l'onore, viene di conseguenza"
     
    Applaudii con solennità. "Fermìn lei è un poeta!"
     
    "No, mi ritengo piuttosto un pragmatico come Ortega. La poesia, per quanto piacevole, è artificio, mentre le mie parole sono più reali del pane col pomodoro. Non a caso il maestro diceva: mostratemi un dongiovanni e smaschererò il finocchio che è in lui. Per me sono importanti le cose che durano. Lei mi è testimone: io farò di Bernarda una donna, se non perbene, perchè lo è già, quanto meno felice."
     
    Approvai con un sorriso. Il suo entusiasmo era contagioso e il suo eloquio irresistibile.
     
    "Abbia cura di lei, Fermìn. Bernarda è tanto buona e ha già avuto troppe delusioni."
     
    "Crede che non me ne sia accorto? Ce l'ha stampato in fronte come il contrassegno del patronato delle vedove di guerra. Glielo dice uno che, quando vuole, sa essere un emerito figlio di puttana: colmerò di felicità quella donna, fosse anche l'ultima cosa che faccio in questo mondo."
     
    "Mi da la sua parola?"
     
    Mi tese la mano con la serietà di un cavaliere medievale. Gliela strinsi.
     
    "Parola di Fermin Romero de Torres"
     
    May, 2008

    Me... Live!

    Finalmente è accaduto...
    ... l'evento per il quale innumerevoli mattine di assolate domeniche (ecologiche e non) mi recavo in sala prove con Morpheo... è giunto.
    Sembra un traguardo da poco, una serata spartana, massimo una settantina di persone, amplificazioni discrete ma acustica mooooooolto discutibile e tanto tanto tantissimo caldo....
     
    ... ma lì... su quel palco improvvisato con pesanti tappeti, con il nuovo giunto, Bacco, ho ricevuto il mio battesimo di fuoco!
     
    Ed è esordio!
     
    Musica e voce, io lì... davanti... ma proprio davanti a tutti... amici cari mi facevan forza urlando il mio nome e facendo scemare la tensione che... diamine se saliva!
     
    Il rock anni 70 non è cosa da poco... è per palati fini... ed il giudizio è severo, molto...
     
    Ma il gruppo ha fatto la differenza... il sorriso di Guglielmo, lo sguardo attento di Mario (gli devo davvero tanto) e il brio di Giovanni sono stati un cocktail perfetto per far si che non avessi paura in quel momento. Si... è vero... dopo la prima canzone e un paio di note non proprio pulite la tensione è salita e le mani cominciavano a diventare meno veloci sul manico... il basso era stranamente pesante... la gola si è seccata in un istante.... ma più di tutto era il battito del mio cuore che scandiva il ritmo della serata. 
     
    E' stata una emozione ai limiti del descrivibile... forse passata sotto voce, ma è stato bello tenerla per me... quello che leggete qui è solo la cima dell'iceberg... giusto per mantenerne un ricordo su questo diario!
     
    DSCN1657DSCN1682DSCN1683
     
     
    Ah e ricordate sempre che... I AM IRONMAN!